Il rancore che non so esprimere

Il rancore nasce quando qualcosa ferisce e non viene detto.

Non sempre si manifesta come rabbia evidente: spesso resta sotto traccia, si trasforma in distanza, in freddezza, in un fastidio che ritorna senza un motivo apparente. È ciò che rimane quando una parola è stata trattenuta, quando un limite non è stato difeso, quando esprimersi è sembrato troppo rischioso.

 Questo rancore non vive nel presente, ma in un passato non risolto. Continua a chiedere attenzione perché ciò che è rimasto inespresso non ha mai trovato un luogo dove posarsi. E finché resta chiuso, condiziona il modo di relazionarsi, di fidarsi, di sentire apertura.

 Riconoscerlo non significa accusare o riaprire conflitti. Significa ammettere che qualcosa dentro è rimasto sospeso. Dare dignità a quel sentire è il primo passo per non continuare a portarlo addosso.

Domande su cui meditare:

Verso chi sento un rancore che non ho mai espresso?

Quale limite non sono riuscito a difendere in quella situazione?

Cosa temo possa accadere se lo riconosco?

Mantra interiore:

“Do spazio a ciò che ho trattenuto..”

Buona Vita 🪷
Emilio Gasparro

Indietro
Indietro

La vergogna del mio desiderio

Avanti
Avanti

Non sono ciò che gli altri vogliono che io sia, voglio essere solo ciò che sono