Il rancore che non so esprimere
Il rancore nasce quando qualcosa ferisce e non viene detto.
Non sempre si manifesta come rabbia evidente: spesso resta sotto traccia, si trasforma in distanza, in freddezza, in un fastidio che ritorna senza un motivo apparente. È ciò che rimane quando una parola è stata trattenuta, quando un limite non è stato difeso, quando esprimersi è sembrato troppo rischioso.
Questo rancore non vive nel presente, ma in un passato non risolto. Continua a chiedere attenzione perché ciò che è rimasto inespresso non ha mai trovato un luogo dove posarsi. E finché resta chiuso, condiziona il modo di relazionarsi, di fidarsi, di sentire apertura.
Riconoscerlo non significa accusare o riaprire conflitti. Significa ammettere che qualcosa dentro è rimasto sospeso. Dare dignità a quel sentire è il primo passo per non continuare a portarlo addosso.
Domande su cui meditare:
✨Verso chi sento un rancore che non ho mai espresso?
✨Quale limite non sono riuscito a difendere in quella situazione?
✨Cosa temo possa accadere se lo riconosco?
Mantra interiore:
“Do spazio a ciò che ho trattenuto..”
Buona Vita 🪷
Emilio Gasparro